Per un World Wide Web veramente World Wide: Cos’è l’Accessibilità Digitale

Il World Wide Web, per gli amici WWW, è un vasto e interconnesso universo digitale che collega persone, informazioni e risorse in tutto il mondo. Ma perchè questo mondo virtuale sia davvero accessibile a tutti, è fondamentale comprendere e applicare l’accessibilità digitale.

Tabella dei Contenuti

Definizione: cos’è l’Accessibilità Digitale

Nella sua essenza, accessibilità significa rimuovere le barriere che potrebbero impedire a qualcuno di utilizzare qualcosa, indipendentemente dalle sue esigenze di accesso. 

Il che ci porta subito a un’altra definizione: un’esigenza di accesso è tutto ciò di cui una persona ha bisogno per comunicare, imparare o partecipare a un’attività.

Nel contesto del web, parliamo di accessibilità digitale, cioè la pratica di progettare e sviluppare siti e applicazioni web in modo da garantire che ogni persona, indipendentemente dalle sue abilità, possa fruirne senza ostacoli.

In generale, un sito web rispetta i criteri di accessibilità digitale quando permette queste tre azioni:

Percepire. Il contenuto è facilmente a disposizione per ogni tipologia di utente;

Navigare. Chiunque può muoversi efficacemente tra i contenuti;

Interagire. Chiunque può utilizzare liberamente i contenuti interattivi.

Esigenze di accesso e modello sociale della disabilità

Il concetto di “esigenze di accesso” riflette la più recente definizione di disabilità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non si riferisce più alla disabilità come solo “attributo della persona” – trattandolo quindi come una questione esclusivamente individuale – ma come qualcosa che riflette l’interazione tra le caratteristiche del corpo di una persona e le caratteristiche della società in cui vive.

Cioè, è quando il mondo non è progettato per accogliere le persone disabili che crea situazioni di disagio e esclusione. Diventa quindi compito della società intera affrontare la questione dell’accessibilità online come pure offline.

Molto spesso nel web questo non avviene: le diverse esigenze delle persone non sempre si riflettono nel design o nelle funzionalità di una pagina, e questi conflitti spesso impediscono di interagire con i contenuti di un sito.

È molto interessante notare che in base a questa definizione, tutti hanno esigenze di accesso e chiunque potrebbe svilupparne di nuove in qualsiasi momento.

Basta imbattersi in contenuti in una lingua diversa dalla propria, invecchiare, trovarsi con lesioni o malattie di breve durata, o anche semplicemente tenere un bambino con un braccio mentre con l’altra mano si tenta di fare una ricerca online con il telefono.

O ancora, per fare un esempio di vita vissuta: mi sono trovata recentemente ad aspettare il mio turno nella sala d’aspetto di un medico, con al tempo stesso l’esigenza di intrattenermi durante l’attesa, non disturbare gli altri e non correre il rischio di isolarmi usando gli auricolari – quindi di non sentire chiamare il mio nome quando fosse arrivato il mio turno.

Ed ecco che i sottotitoli dei video, che sono pensati in prima istanza per persone sorde e ipoudenti, mi hanno risolto brillantemente il problema, permettendomi di interagire con i contenuti che mi interessavano anche in quella circostanza.

L’importanza dell’accessibilità digitale

Secondo dati Istat del 2022, circa 2,9 milioni di persone in Italia hanno gravi limitazioni nelle attività quotidiane — il che rappresenta circa il 5% della popolazione sopra i 6 anni – mentre 9,7 milioni di persone hanno limitazioni definite non gravi.

Senza un design accessibile, quindi, milioni di individui possono incontrare barriere nel navigare e interagire con il mondo online, limitando il loro accesso all’informazione, all’istruzione, all’occupazione e alla partecipazione sociale.

Questa esclusione non solo è ingiusta e discriminatoria, ma contribuisce anche alla perdita di autonomia che invece il web avrebbe tutte le potenzialità per supportare.

Ampliando ulteriormente lo sguardo, nonostante l’accessibilità digitale nasca per soddisfare le esigenze delle persone con disabilità, i suoi benefici si estendono a tutti gli utenti. Un design accessibile porta a un’esperienza utente migliore in generale, con perfezionamenti nella navigazione, nella leggibilità e nell’usabilità complessiva dei siti web e delle applicazioni.

La cassetta degli attrezzi: linee guida, standard e… empatia

“La forza del Web sta nella sua universalità. L’accesso da parte di tutti, indipendentemente dalla disabilità, è un aspetto essenziale.”

-Tim Berners Lee

Con questo obiettivo e questo ideale in mente, Tim Berners Lee – uno dei padri di internet – e il World Wide Web Consortium (W3C) hanno lavorato insieme per decenni per porre rimedio alle attuali carenze del web e creare le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG): le linee guida che delineano il modo in cui i siti possono essere tecnicamente accessibili. Si tratta di un elenco completo di requisiti che, se soddisfatti, migliorano l’accessibilità di un sito web.

Queste linee guida sono fondamentali perchè offrono un modo coerente, standardizzato e condiviso per “misurare” l’accessibilità.

Ma la correttezza tecnica non porta per forza ad un’esperienza digitale che sia effettivamente e interamente accessibile, perchè oltre a quello tecnico ci sono molti altri aspetti da considerare. Ed è qui che entra in campo il lato più umano della progettazione e dello sviluppo web, che fa di empatia, dialogo e ascolto delle esperienze altrui i suoi strumenti principali.

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